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80 Years of the Ragni di Lecco

C’è qualcosa che unisce il calcare delle Grigne intorno a Lecco con le pareti di roccia e ghiaccio più grandi del mondo. Un filo, rosso come un maglione di lana ricamato, e lungo ottant’anni. Sono infatti 80 le candeline che i Ragni di Lecco spegneranno nei prossimi giorni. E SCARPA è al loro fianco per celebrare una delle storie più gloriose dell’alpinismo mondiale.


Quando tutto ebbe inizio, le prime scorribande verticali sulle montagne dietro casa non portavano ancora il nome ufficiale dei “Ragni della Grignetta”, ma quello più goliardico di Compagnia Sempre al Verde. Anche il loro simbolo nasce da un’intuizione ironica: il ragno ricamato ha solo 7 zampe anziché 8, perché si riteneva portasse fortuna.


Con lo stesso spirito semplice e conviviale è nato il festival cittadino per celebrare gli 80 anni del gruppo. Pensato inizialmente come un piccolo ritrovo tra amici, l'entusiasmo degli alpinisti di tutto il mondo lo ha trasformato in un evento ben più grande del previsto.


Per chi ci sarà quindi, ci vediamo a Lecco dal 16 al 18 di ottobre!


Ma assieme ai nostri migliori auguri, vogliamo festeggiare questo anniversario con aneddoti, ricordi ed emozioni dei protagonisti che hanno fatto o faranno sognare generazioni di alpinisti.

 

Ragni di Lecco

Carlo Aldé, Ragno dal 1983

Carlo ricorda il primo incontro con Riccardo Cassin e Dino Piazza, a soli dodici anni, e le successive spedizioni in Patagonia e Nepal, dove ha imparato dai grandi alpinisti del gruppo. Esperienze che hanno alimentato il desiderio di trasmettere quanto ricevuto alle nuove generazioni.


“Sono consigliere del gruppo da circa quarant’anni e, a questo punto, penso di aver partecipato a più riunioni, consigli e serate che a salite impegnative in parete! Ma è anche questo il bello di appartenere a un gruppo: non sono solo le cime e le pareti a lasciare il segno, ma soprattutto le persone, le esperienze condivise e la voglia di trasmettere ciò che si è ricevuto.”


Simone Pedeferri, Ragno di Lecco dal 2001

Simone inizialmente non voleva entrare nei Ragni: era uno scalatore individualista, concentrato esclusivamente sulle proprie salite. La svolta arrivò nel 2001, quando alcuni amici del gruppo lo invitarono a partecipare a una spedizione in Pakistan.


“Pochi mesi dopo diventai Ragno anche io: era il momento giusto, mi avevano fatto capire che i Ragni erano un gruppo di amici con la stessa mia passione di scalare le montagne più belle del mondo. La loro forza stava del gruppo, non dell’alpinista egoista, finalmente avevo capito questo valore.”


Serafino Ripamonti, Ragno dal 2002

Serafino racconta il legame tra generazioni attraverso il ricordo di una cena del 2003 o 2004. Il giovane Adriano Selva parlava delle sue recenti salite con Claudio Corti, il Marna, protagonista della storia alpinistica e della tragedia dell’Eiger del 1957.


“Il Marna ascoltava attento e domandava curioso. Parlavano la stessa lingua lui e Adri, nonostante gli anni e i mondi che li separavano. Identica era la passione, il fuoco che può attenuarsi, ma non è mai spento.”

 

Ragni di Lecco

Matteo Della Bordella, Ragno dal 2006

Nel 2010 Matteo parte con Matteo Bernasconi, detto Berna, per affrontare la parete Ovest della Torre Egger, in Patagonia. Tre anni di tentativi, tra difficoltà, bufere e il sostegno degli altri Ragni.


“Dopo tre anni di tentativi la Torre Egger ci lasciò finalmente passare, ma quello che mi resta di questi tre anni non sono tanto i numeri e i tiri di corda, quanto le giornate passate con Berna e Luca Schiera e tutto il grande supporto che abbiamo sempre ricevuto dagli altri membri del gruppo.”


Giacomo Mauri, Ragno dal 2021

Pochi mesi dopo il suo ingresso nel gruppo, Giacomo si ritrova con David Bacci sulla parete nord del Cervino. In quell'occasione il maglione rosso diventa per lui un simbolo di forza e appartenenza.


“Indosso il maglione dei Ragni per darmi forza e mi sento, in qualche modo, protetto. È uno dei miei ricordi preferiti, perché è proprio da lì che mi sono affacciato all'alpinismo.”


Valentina Arnoldi, Ragno dal 2024

Fin da bambina, Valentina sognava di far parte dei Ragni, affascinata dai racconti delle grandi scalate e spedizioni. Entrata nel gruppo come atleta e garista, e non come alpinista o scalatrice su roccia, ha trovato fin da subito accoglienza, sostegno e fiducia, nonostante un percorso diverso da quello degli altri membri.


“Ed è proprio questo uno degli aspetti che più amo dei Ragni, il condividere una passione, sostenersi a vicenda, avere il coraggio di inseguire i propri sogni e, soprattutto, lasciare a chi viene dopo la voglia di sognare ancora più in grande.”


Matteo de Zaiacomo, Ragno dal 2014, Presidente

Entrato giovanissimo nel gruppo, Matteo racconta l’orgoglio di indossare il maglione rosso e la volontà di restituire alle nuove generazioni quanto ricevuto.


“Il Gruppo mi ha permesso di arrivare dove da solo non sarei mai arrivato. Dopo tanti viaggi ed esperienze mi ritrovo a voler restituire questo regalo che la vita mi ha fatto, accettando con piacere e orgoglio di lavorare per permettere ad altri di vivere al massimo il proprio alpinismo, di viaggiare e di esserci quando c’è bisogno di aiuto.”


In ottanta anni è cambiato il modo di andare in montagna, i materiali, ed anche il mondo intorno a noi, ma la passione che ci anima resta sempre la stessa.

Da parte di tutta la famiglia SCARPA allora, facciamo tanti auguri ai Ragni di Lecco: che l’ottava zampa non serva mai, e che il maglione rosso continui a inseguire sogni verticali in giro per il mondo. Buona festa!

 

Ragni di Lecco